Nel giorno della Festa della Mamma, quello nel quale il consumismo continua imperterrito a dettare il fatuo simbolo di una ricorrenza stabilita da calendiario;
nel giorno in cui fiori, dolci e regali verranno scartati e dei quali domani non resterà traccia;
nel giorno in cui i social verranno invasi da frasi poetiche per le mamme, di foto di adulti che postano loro da bambini con la propria mamma, oltre a ricordi che troveranno spazio tra una storia e l'altra;
Ecco, in questo giorno ho deciso di dare voce ad alcune mamme quasi dimenticate, o forse mai conosciute, le cui storie sono ferite profonde che lasciano segni indelebili negli occhi e nel cuore; storie di donne che di quel ruolo di madri ne hanno fatto un fardello che continuano a portare sulle spalle, in silenzio; storie di madri coraggiose che lottano e non si arrendono, malgrado il mondo provi a dimenticarle; storie di madri che non ci sono più ma la cui storia continuerà a rieccheggiare per sempre.
Viva le mamme PERSEGUITATE, come Narges Mohammadi che ha vinto il Premio Nobel per la pace nel 2023 per la sua lotta per i diritti delle donne in Iran, mentre era nel carcere di Ebin per scontare una pena di oltre 12 anni di carcere. La sua salute sta peggiorando e, secondo le ultime notizie, ad oggi si trava in terapia intensiva.
Viva le mamme CHE COMBATTONO L'ODIO, come Renee Nicole Good che è stata uccisa nella sua automobile da agenti dell'immigrazione dopo aver cercato di bloccare un convoglio di veicoli dell'ICE privi di contrassegni.
Viva le mamme CHE NON SI ARRENDONO, come Anna Motta, che dal 2020 lotta per chiedere giustizia e verità per suo figlio, Maio Paciolla, cooperante italiano morto in Colombia in circostante non ancora chiarite.
Viva le mamme ACCUSATE DI STREGONERIA, come Wuni Kolguin che ha vissuto per 11 anni nel campo di Gambaga dopo essere stata accusata - come tante altre dnne in Ghana - di essere una strega, e che è stata strappata brutalmente a sua figlia, ed è stata ripetutamente picchiata.
Viva le mammae CHE PROTESTANO, come le Madri del Sabato, che si ritrovano tutti i sabato dal 1995 al centro di Istanbul, in Turchia, per chiedere dove sono finite le persone scomparse in custodia di polizia.
Vive le mamme UCCISE PERCHÉ LOTTANO, come Berta Cáceres, attivista ambientale assassinata nel 2016 per essersi opposta alla costruzione della maxi-diga di Agua Zarca, in Honduras.
Viva le mamme CHE CERCANO LA VERITÀ, come le Madri di Plaza de Mayo, che sono uno movimento argentino nato per ritrovare i propri figli “desaparecidos” fatti sparire tra il 1976 e il 1983.
Viva le mamme che resistono, che lottano, che combattono, che combattono per le loro figlie e i loro figli nella STRISCIA DI GAZA occupata, o in Sudan, in Ucraina, e nella Repubblica Democratica del Congo.
Viva le mamme che cerca la verità in Turchia, in Brasile, in Argentina ed anche in Italia.
Viva le mamme che non ci sono più, che sono state uccise perché la loro lotta faceva tanta, troppa paura.
Viva quelle mamme che ogni giorno portano in braccio i loro piccoli mutilati, a volte anche senza vita, perché il loro amore non è bastato.
