Passano le serate e cresce la noia. Non sapendo come riempire (da contratto) 5 lunghissime ore, dentro ci mettono un po' di tutto. Ma un tempo dentro la “scatola magica” di Sanremo ci mettevano Withney Huston, Madonna e Freddie Mercury, mentre ad oggi ci dobbiamo accontetatre di Eros Ramazzotti che ieri sera sembrava il bodyguard fuori da una discoteca e una Alicia Keys a cui viene dato un pianoforte che “non suona” e un duetto in italiano, senza sapere neanche una parola, in italiano.
“Cose da Carlo Conti” verrebbe da dire, che sembra voler seguire il consiglio di Paolo, il ragazzo rimasto paralizzato dopo essere stato violentemente aggredito mentre difendeva il suo scooter, che come motto ha proprio (e giustamente): “Non si molla un cazzo”.
Perché ce ne vuole di tempra (nostra) per arrivare alla puntata dei duetti, ossia quella di stasera.
È stata - quella di ieri sera - la più brutta delle tre puntate, quella che “camminava” a fatica, quella con la Pausini più inadeguata che mai, che alla fine sceglie le pantofole per ovviare al mal di piedi da tacchi, e che però non fa ridere. A far ridere un po' - e per fortuna - ci hanno pensato i due comici imitatori: il bravissimo Vincenzo De Lucia, perfetto nell'imitazione della Pausini e strabiliante ieri sera in quella di Maria De Filippi, che se solo non fosse stato così alto, dal torpore nel quale ci spedisce Conti & family in questi giorni, l'avremmo creduta ospite non menzionato.
E poi Ubaldo Pantani che porta Lapo Elkann sul palco di Sanremo, sottolineando tutti i vizi e difetti di una Italia con i suoi personaggi, che oggi non esiste più; e poi sul finale una carrellata di imitazioni dei personaggi figli di MammaRai.
E per svegliarci un po' abbiam dovuto attendere il medley dei The Kolors dalla nave Costa, e Max Pezzali, ingaggiato a “tempo pieno” ormai, che alla fine ci regala l'unico vero ricordo degli anni 80.
La terza puntata, dedicata al vincitore di Sanremo Giovani, consegna la vittoria a Nicolò Filippucci, ormai noto figlio artistico di Maria De Filippi, che con il suo curriculum da talent vince come tutti i suoi “fratelli” quando hanno calcato il famoso palco dell'Ariston.
La mancata vittoria non toglie merito però ad una delicata, elegante e intensa Angelica Bove che - ne sono sicura - è sulla strada giusta per prendersi il suo posto nel mondo musicale contemporaneo.
Per il resto, lo scorrere - molto lentamente - delle restanti 15 canzoni in gara. A stare nella cinquina ieri sera c'è stato il riscatto degli “sconosciuti”, perché insieme ad Arisa, Serena Brancale e Sal Da Vinci, tra i 5 vi erano Luchè e Sayf che tra l'altro ha cantato per ultimo.
Ospite la modella Irina Shayk, con tutta la sua bellezza che si portava a spasso, senza alcun monile appariscente. Bella così, come la mamma l'ha fatta.
Unici due momenti degni di nota, lo slogan che trovate nel titolo detto da Paolo, e il premio alla carriera ad un Mogol super emozionato, commosso e che ha fatto immensa tenerezza, davanti alla meritatissima standing ovation del pubblico dell'Ariston. La carrellata delle innumerevoli canzoni da lui scritte, ha trasportato tutti negli anni passati e per ognuna di quelle canzoni si è scorso un ricordo. Che nostalgia, la sua, ed anche la nostra.
Bocciati a mio avviso Fabio De Luigi e Virginia Raffaele, prossimi all'uscita del loro film.
Apprezzato certo, l'inno alla pace della Pausini con i bambini del Coro dell'Antoniano, ma non ho percepito quel pathos che invece avrebbe dovuto creare.
Anche per oggi, abbiamo finito.
A stasera con la serata delle cover e che gli ospiti dei duetti cii possa svegliarsi dal torpore.
